Uno dei problemi del mondo moderno sicuramente quello legato alla plastica, la quale, nei decenni passati, arrivata ad inquinare anche i pi remoti angoli della terra,
costituendo un danno all’ambiente in quanto elemento molto difficile da distruggere in breve
periodo.

Alcuni ricercatori della Austria’s University of Natural Resources and Life Sciences
a riguardo hanno approfondito uno studio sull’efficacia di una serie di enzimi,
presenti nel liquido gastrico delle mucche, in grado di contribuire alla scomposizione di
differenti tipi di plastica
in tempi molto rapidi e con costi decisamente contenuti.


“Un’enorme comunit microbica vive nel reticolo ruminale ed responsabile della
digestione del cibo dell’animale. Quindi sospettavamo che alcune attivit
potessero essere utilizzate anche per l’idrolisi del poliestere”
afferma la
dott.ssa Doris Ribitsch, dell’Universit di risorse naturali e scienze della
vita.





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Precisamente il mix di enzimi esaminati arriverebbe dal rumine, organo facente parte
dei prestostomaci della mucca; una fonte facilmente ricavabili dalla catena di macellazione degli
animali e, secondo lo studio svolto, in grado di funzionare in maniera efficace su plastica
PET
, comunemente usata per tessuti, bottiglie, contenitori per alimenti e
imballaggi, plastica compostabile chiamata PBAT e la bioplastica PEF.

Tutte i tipi di plastiche sono state testate sia sotto forma di polvere che di pellicola,
gli scienziati hanno scoperto che le comunit microbiche nel fluido ruminale sono in
grado di “digerire” tutti e tre i tipi di plastica, con un processo pi rapido per
le polveri rispetto alle pellicole.


Gli scienziati avevano gi precedentemente studiato come i singoli enzimi potessero
scomporre la plastica, ma con questo ultimo studio hanno rilevato che il liquido ruminale, di fatto un mix
complesso di elementi, molto pi efficace dei singoli elementi, probabilmente grazie a
particolari sinergie della comunit microbica e alla combinazione di differenti enzimi.

Ora l’intenzione quella di condurre ulteriori ricerche nell’area visto che,
sebbene la tecnica sia stata finora dimostrata solo in laboratorio e siano necessarie
ulteriori indagini, c’ del potenziale per ampliare l’approccio ad un campo pi ampio ed applicabile ai processi di smaltimento dei rifiuti.

A causa della grande quantit di rumine che si accumula ogni giorno nei macelli,
sarebbe facile immaginare l’upscaling di questo processo”
afferma Ribitsch.

Per maggiori informazioni a riguardo vi invitiamo a visitare la pubblicazione ufficiale
su Frontiers.


Articolo da hwupgrade.it

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