Il cheat basato su machine learning che
ha fatto tanto discutere nei giorni scorsi
ha avuto vita breve,
anzi brevissima
. Stando a quanto segnalato dal profilo Twitter “Anti-Cheat
Police Department”, il cheat in questione non vedr la luce: Activision
ha deciso di scendere in campo (leggasi “scomodare gli avvocati”) e lo
sviluppatore ha scelto di alzare
bandiera bianca e battere in ritirata.

“Salve team”, esordisce USER101, “questa dichiarazione
non era richiesta. Tuttavia, su richiesta di Activision Publishing, Inc (“Activision”),
non svilupper pi n fornir accesso a software che potrebbe essere
utilizzato per strumentalizzare i loro giochi.
Il mio intento non mai
stato quello di fare nulla di illegale. Alla fine del video che ha attirato
cos tanta attenzione su questo progetto, si legge “in arrivo”. Il software
non mai stato pubblicato”.

“Questo tipo di tecnologia ha altri reali vantaggi in
termini di assistenza, ad esempio puntando una webcam su di te possibile
controllare il movimento senza l’uso degli arti. Sfortunatamente, a causa
del suo potenziale impatto negativo, non la svilupper ulteriormente
“. Il video mostrava l’efficacia della tecnologia con Call
of Duty: Warzone, quindi Activision si subito allarmata, ma il cheat
prometteva di funzionare su qualsiasi gioco, console e di essere non
rilevabile e non bloccabile.

Fa quindi un po’ specie leggere lo sviluppatore parlare di buona fede. D’altronde le sue idee appaiono confuse,
infatti a
VICE Waypoint ha dichiarato che il cheat nato a causa dei tanti
cheat gi disponibili. “Ogni volta che vengo ucciso mi chiedo se fosse o
meno un Pro Player con un’enorme consapevolezza della situazione e
un’estrema precisione o solo un hack”, ha affermato USER101. Combattere i cheat sviluppando un cheat solo a noi non torna qualcosa?

Il cheat non modificava alcun file di gioco, ma
richiedeva un secondo PC e una scheda di cattura per catturare il
gameplay in tempo reale, riconoscere automaticamente oggetti come i nemici e inviare segnali
al controller per uccidere facilmente l’avversario. Tutto questo ovviamente aveva un costo: un
secondo PC con una buona GPU per processare il segnale video e far funzionare la “tecnologia” alla base del cheat, la
scheda di cattura e un dispositivo in grado di collegare la
console e il suo controller al PC ed emulare i segnali del pad. Il
tutto senza tralasciare ovviamente il costo del cheat stesso.

Fortunatamente per i giocatori che vogliono ancora
divertirsi in multiplayer con le proprie forze, nulla di questo vedr la
luce. Almeno non per mano di USER101, ma chiaro che prima o poi il
problema si ripresenter: la tecnologia esiste, qualcuno la riproporr.
Forse meglio che le software house inizino a pensare se e come rilevare un
cheat di questo genere.





Articolo da hwupgrade.it

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