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Il 23 dicembre 2021 era emersa una problematica legata al satellite europeo per l’osservazione terrestre Copernicus Sentinel-1B. Inizialmente le notizie erano scarse e gli utenti e le società che utilizzano i servizi della rete Copernicus erano stati avvisati dell’impossibilità (almeno per qualche tempo) di non poter più utilizzare quell’unità facendo invece affidamento su quelle restanti.

A marzo 2022 la situazione non era migliorata nonostante gli sforzi del team di gestione e controllo per riportare il satellite a funzionare nominalmente. In particolare l’anomalia sembrava riguardare il sistema elettrico e più precisamente l’alimentazione a 28 V che viene fornita al radar ad apertura sintetica (SAR). Nonostante la presenza di un sistema ridondante, quest’ultimo non è stato in grado di entrare in funzione. La buona notizia era che il sistema di controllo e gestione dell’orbita funzionava correttamente non causando un problema nell’immediato. Ora però l’ESA ha annunciato che la missione è conclusa.

Il satellite Copernicus Sentinel-1B ha concluso la sua missione

L’agenzia spaziale europea ha annunciato con un comunicato rilasciato in queste ore che la missione del satellite è terminata. Le parole sono state affidate a Simonetta Cheli (direttrice dei programmi di osservazione della Terra di ESA) che ha dichiarato “purtroppo dobbiamo annunciare la fine della missione per il satellite Copernicus Sentinel-1B. La conclusione tratta dall’Anomaly Review Board è che è impossibile recuperare il bus regolato a 28 V dell’unità di alimentazione dell’antenna radar ad apertura sintetica in banda C del satellite, necessaria per fornire alimentazione all’elettronica del radar”.

Fortunatamente il satellite Copernicus Sentinel-1A continua a funzionare correttamente a rimanere in orbita. Sempre in ottica di continuare con l’osservazione terrestre e a raccogliere dati si è pensato di accelerare il lancio del satellite Copernicus Sentinel-1C (che potrebbe essere previsto per il Q2 2023 grazie a un razzo Vega-C).

sentinel-1B

Come scritto sopra, nella sfortuna del guasto tecnico, la parte dedicata alla gestione dell’orbita del Copernicus Sentinel-1B funziona correttamente. Questo significa che ESA potrà organizzare il deorbiting così da evitare di lasciare un satellite non più utile nello Spazio (ed evitando di generare detriti pericolosi in orbita). Questa fase sarà conclusa dopo la messa in orbita di Sentinel-1C.

Ricordiamo che il satellite Sentinel-1B è stato lanciato nell’aprile 2016 e, grazie alla sua orbita, era in grado di fornire immagini alle alte latitudini giornalmente (mentre sei giorni in altre zone del pianeta). Grazie al radar ad apertura sintetica, SAR, è stato possibile monitorare i ghiacci marini dell’Artico, monitoraggio degli iceberg, sorveglianza sulle fuoriuscite di petrolio in mare, contrasto alle pesca illegale e controllare i percorsi delle navi.

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Articolo da hwupgrade.it

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