Il rover ESA ExoMars Rosalind Franklin (realizzato con la collaborazione di Roscosmos) avrebbe dovuto essere già su Marte, ma un problema al paracadute ha rallentato il lancio. La nuova data di arrivo a Oxia Planum è ora prevista per Giugno 2023.

Nel frattempo stanno continuando i test, sia dedicati al paracadute ma anche al rover Rosalind Franklin della missione ExoMars. In particolare, in questi giorni l’unità gemella di quella che verrà effettivamente inviata su Marte sta eseguendo alcune prove al Mars Terrain Simulator all’ALTEC di Torino.

Il rover della missione ExoMars e le prove in Italia

Si tratta di una pratica comune quella di avere almeno un’unità del tutto uguale di quella che effettivamente viene inviata in missione. Questo permette di eseguire test prevolo, analisi durante le missioni e simulazioni senza compromettere il sistema che si trova già sul campo. Lo stesso approccio è impiegato per esempio dalla NASA per i suoi rover ma anche dalla CNSA (Cina).

Quello che viene chiamato Ground Test Model (GTM) sarà fondamentale, ha spiegato l’ESA, durante le fasi di preparazione al lancio e lo sarà anche successivamente, quando l’altro modello sarà effettivamente sul suolo marziano.

Chiaramente le condizioni di test non riproducono perfettamente quello che il rover Rosalind Franklin troverà su Marte. Per esempio la gravità marziana è un terzo di quella terrestre e per questo c’è un sistema meccanico (Rover Unloading Device) per riprodurre questa differenza. La massa dell’unità è pari a 290 chilogrammi, inferiore alla tonnellata di Curiosity e Perseverance, ma vicina a quella di Zhurong.

rover marte

Il rover sarà impegnato nei prossimi mesi a muoversi su un terreno che simula quello marziano. Questo comprende tutte le difficoltà del caso come rocce sporgenti, banchi di sabbia, pendenze con varie inclinazioni e altro ancora.

Il test della guida autonoma del rover ESA

Sono state anche testate le fotocamere di navigazione in bianco e nero che si trovano sul rover. In futuro ci saranno ulteriori test di guida che prevederanno anche la correzione automatica della traiettoria rispetto a quella assegnata dagli ingegneri da Terra rimanendo entro 20 cm dal percorso inviato.

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Ci sarà poi un test importante dedicato alla trivella che dovrebbe permettere di arrivare fino a due metri di profondità. Si tratta di un test fondamentale visto anche l’insuccesso del lander InSight nel realizzare un’operazione simile (ma con un sistema diverso).

rover

Lo scopo, ancora una volta, sarà capire se negli strati inferiori di terreno ci siano biomarcatori che potrebbero indicare la presenza passata di vita. Questo è dovuto alla tenue atmosfera di Marte che non blocca in maniera efficace le radiazioni. Queste hanno quindi “sterilizzato” i primi centimetri di suolo non permettendo di rilevare tracce di vita passata in superficie.



Articolo da hwupgrade.it

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