20 novembre 1985, una data storica per il mondo dei PC: debuttava la prima versione commerciale di Microsoft Windows, Windows 1.0 (o meglio 1.01), una sorta di complemento o estensione di MS-DOS, non una semplice shell grafica a 16 bit o un vero sistema operativo a sé stante come poi diventò in seguito.

Sono passati ben 35 anni da allora e di versioni di Windows ne abbiamo visto diverse, alcune riuscite e altre disastrose, ma ancora oggi se si parla di computer tradizionali è Windows a comandare il mercato. La prima versione di Windows introduceva il multitasking e altre novità come il supporto al mouse (e quindi a un’esperienza totalmente diversa rispetto al DOS), le icone, i software come MS Paint e Notepad e molto altro ancora.


Windows nasceva per rispondere a Mac OS di Apple, che con il Macintosh aveva introdotto l’interfaccia grafica e il mouse. Due anni più tardi fu la volta di Windows 2.0 e nel 1990 arrivò Windows 3.0, versioni che andavano via via a migliorare l’aspetto e le funzionalità di quello che, sebbene sempre più completo, era ancora una ambiente grafico sopra MS-DOS. Con Windows 3.1 fece il suo debutto Campo Minato, gioco che ha tenuto molta compagnia a grandi e piccini.

Parallelamente, Microsoft sviluppava anche Windows NT per workstation e server. La versione 3.5 del 1994, in particolare, fu importante perché introduceva alcune soluzioni di sicurezza e di rete, incluso il supporto TCP/IP. Detto questo, la versione più iconica di Windows è senza dubbio Windows 95, con l’arrivo del menu Start, il passaggio ai 32 bit e il successivo approdo del browser Internet Explorer. Passarono tre anni per vedere Windows 98, in grado di migliorare stabilità, prestazioni e supporto hardware rispetto alla precedente versione: si parla di supporto all’interfaccia USB, del file system FAT32 e molto altro ancora.

Probabilmente la versione migliore dei Windows 9x fu Windows 98 SE (1999), che andava a sistemare diversi problemi della versione precedente, tanto che personalmente mi ricordo di averla usata a lungo, perché nel 2000 uscì Windows ME (Millenium Edition), una versione instabile e con diversi bug di troppo da indurre gli utenti di Windows 98 SE a passare a Windows 2000, versione dedicata al mondo aziendale ma che si rivelò più stabile e quindi preferibile.

Nel 2001 arrivò Windows XP, un sistema operativo pensato per essere una soluzione unica sia per il mondo consumer che quello business. Era un progetto radicalmente migliorato in tutti gli aspetti, anche se ovviamente la prima cosa che viene in mente è l’interfaccia colorata di blu e lo sfondo con il prato verde. Sotto il cofano c’erano una miriade di innovazioni, sia sul fronte della compatibilità hardware che della sicurezza, ma i problemi non mancarono tanto da richiedere ben tre Service Pack.

Windows XP è una di quelle versioni che è durata a lungo, anche perché il successore Windows Vista, partito come un progetto fortemente innovativo, ebbe ritardi e problemi di sviluppo tanto da arrivare sul mercato con diversi problemi, soprattutto di carattere prestazionale, sui sistemi preesistenti. Fu il primo Windows su DVD, e anche il primo a richiedere l’installazione su partizione NTFS.

Un altro problema di Vista fu la UAC (User Account Control), ossia una finestra di dialogo che chiedeva di approvare l’esecuzione delle applicazioni: nella prima incarnazione la UAC era troppo invasiva e Microsoft lavorò duramente per farla apparire solo quando necessario, ma il vero passo avanti in tal senso si ebbe tre anni più tardi, nel 2009, con Windows 7. Il sistema operativo risolveva le magagne di Vista e si presentava piuttosto veloce e ben rifinito, tanto da diventare così popolare che la fine del supporto è scoccata nel gennaio di quest’anno.

La versione successiva, Windows 8, non ebbe lo stesso successo di Windows 7 e questo perché Microsoft, per rincorrere la concorrenza sul mondo dei tablet, decise di rivoluzionare l’interfaccia di Windows a cui tutti erano abituati andando a rimuovere il menu Start e creando una GUI a “quadrettoni”, detta anche interfaccia Metro. Molti utenti non si trovarono bene e tornarono a Windows 7, malgrado l’uscita di Windows 8.1 che migliorava la situazione. Come sistemare il pasticcio? Semplice, tornando sui propri passi. E così arriviamo a Windows 10 (2015), con il ritorno del menu Start e tante nuove funzionalità.

Il cambiamento più grande riguarda però lo sviluppo, con il passaggio al modello “Windows as a Service”, con aggiornamenti regolari (due volte l’anno) al posto di uscite a distanza di anni e drasticamente rinnovate. Negli ultimi cinque anni Windows 10 si è evoluto e ha ampliato le proprie funzionalità, ma è un “work in progress” costante che nel 2021 potrebbe subire un importante rinnovamento grafico. A Windows 10 si affiancherà il nuovo Windows 10X, una versione inizialmente pensata per i prodotti a doppio schermo ma che invece vedremo anche sui notebook a singolo display.

35 anni lunghi, intensi, fatte di cadute e risalite, ma Windows è ancora centrale nel mondo della tecnologia. La domanda è: lo rimarrà ancora a lungo? Difficile dirlo, l’ascesa dei dispositivi mobile e il fallimento di Microsoft in tale settore sembravano condannarlo, ma è ben lungi dal potersi definire sconfitto e irrilevante. Forse per il cinquantesimo compleanno di Windows vi racconteremo di come il sistema operativo ha saputo adattarsi a nuovi usi, costumi e dispositivi, cambiando pelle per mantenere la sua importanza. O forse non ci arriverà ai 50 anni, ma non è il momento per i pensieri tristi: buon compleanno Windows!


Articolo da hwupgrade.it

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