Microsoft ha depositato una richiesta di brevetto che descrive l’uso del pensiero subconscio e di altri parametri del corpo come proof-of-work di un sistema blockchain per generare criptovalute. Si tratta di un’idea indubbiamente non convenzionale, che prevede di raccogliere informazioni come le onde cerebrali, la temperatura corporea, il flusso sanguigno, i movimenti, l’attività degli organi, le pulsazioni, il movimento degli occhi e via discorrendo quando legate ad un compito che un individuo sta svolgendo e di usarle come proof-of-work ovvero come prova tangibile che l’individuo abbia effettivamente svolto quel compito.

Si tratterebbe quindi di informazioni uniche per ciascun individuo, quasi come fossero una sorta di impronta digitale univoca. Si legge nel brevetto: “Un’onda cerebrale o il calore emesso quando l’utente esegue un compito fornito da un’informazione o da un service provider, come vedere pubblicità o usare determinati servizi internet, può essere usato nel processo di mining. Invece di un massiccio lavoro di calcolo richiesto da alcuni sistemi criptovalute convenzionali, le informazioni generate sulla base dell’attività del corpo dell’utente possono essere una proof-of-work e, per questo, un utente può risolvere inconsciamente problemi computazionalmente difficili”.

In altri termini si tratta di una richiesta di brevetto che, se dovesse essere approvata, riconoscerebbe a Microsoft i diritti sull’eventuale realizzazione e distribuzione di un sistema capace di registrare tutte le attività del corpo mentre un utente, in maniera passiva, “guarda pubblicità o usa determinati servizi internet”, attività che sarebbero poi usate per generare criptovalute che spetterebbero all’utente stesso.

Guadagnare guardando pubblicità, un ritorno agli anni ’90?

Sembra un antipasto di un futuro distopico? Anzitutto si tratta solo d una richiesta di brevetto, e nulla di quanto descritto potrebbe mai trovare concretizzazone nel mondo reale. Tuttavia un sistema del genere sembra essere una ghiotta opportunità per il mondo del marketing: la misurazione di determinati parametri corporei può infatti rivelare come una persona reagisca inconsciamente dinnanzi alla visione di un’inserzione pubblicitaria e aiutare quindi a sviluppare pubblicità più mirate ed efficaci.

E l’utente ci può guadagnare? Questo sembra essere l’assunto di base: essere remunerati a seguito della prova di aver osservato annunci pubblicitari. Sembra un po’ quello che accadeva a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 quando vi fu la proliferazione di software che remuneravano l’utente per l’erogazione di inserzioni pubblicitarie direttamente sul proprio PC, con la differenza che in questo caso bisognerà effettivamente guardare la pubblicità e non semplicemente lasciare PC e schermo accesi.

Se però il meccanismo di funzionamento di un sistema simile è speculare a quello di un sistema blockchain, con il crescere della popolarità il “lavoro” necessario sarà sempre maggiore e quindi l’eventuale guadagno si ridurrà a parità di tempo arrivando ad un punto in cui per alcuni l’investimento di tempo non è sufficientemente ripagato. Ma, ancora, stiamo semplicemente elucubrando su un concetto indubbiamente interessante che potrebbe non vedere mai la luce.


Articolo da hwupgrade.it

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