È da qualche tempo che non si vedono volare futuribili navicelle dalle parti di Boca Chica in Texas. L’ultima volta che SpaceX provò un test di volo fu con Starship SN15 che concluse con successo l’atterraggio. Recentemente c’è stato uno static fire di Booster 3 ma il grande razzo non si è sollevato dal suolo. Del resto si trattava di prove che poi porteranno al volo di Super Heavy Booster 4 e Ship 20 nel primo test orbitale dal Texas alle Hawaii.

Anche se non ci sono stati voli di prova dall’inizio di Maggio, in Texas la società di Elon Musk ha accelerato la costruzione dei vari elementi che porteranno al nuovo grande test, uno dei più complessi mai provati da SpaceX. Non sappiamo ancora quando accadrà, ma se la burocrazia non ostacolerà la prova, potrebbe avvenire entro la fine di Agosto 2021.

Uno degli ostacoli principali che potrebbe spingere il test fino all’Autunno è il completamento della environmental review da parte dell’FAA. L’ente governativo dovrà chiarire se le operazioni compiute dalla società siano in linea con gli standard di sicurezza e rispetto delle zone limitrofe. SpaceX e l’FAA stanno collaborando per completare velocemente questa parte burocratica, ma non si hanno informazioni precise sulle tempistiche.

SpaceX, installati i motori Raptor per il test orbitale di Super Heavy

Il lavoro frenetico di questi giorni ha portato all’installazione dei motori Raptor alla base di Super Heavy (Booster 4). Si tratta di 29 unità, non ancora in versione 2.0, che permetteranno di svolgere il test orbitale secondo quanto dichiarato da Musk.

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È la prima volta che un razzo di SpaceX utilizza così tanti motori contemporaneamente, considerando che anche Falcon Heavy (tre booster Falcon 9) arriva fino a 27 motori Merlin per i primi stadi. Del resto si tratta di far decollare un razzo alto circa 70 metri e dal diametro di 9 metri alla cui sommità ci sarà Ship (la navicella del sistema Starship). In futuro saranno utilizzati motori in versione 2.0 che avranno migliori prestazioni e potrebbero essercene 32 o 33 contemporaneamente.

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Dalle fotografie scattate dallo stesso Elon Musk si possono vedere i motori sporgere dalla zona inferiore del razzo, questo perché si è deciso di non coprirli con la carenatura. Inoltre alla sommità sono state installate quattro alette (più grandi di Falcon 9) chiamate grid fins che serviranno nella fase di discesa e atterraggio. Queste ultime sono in fase di collaudo su una struttura del genere e in futuro potrebbero essere ottimizzate.

Dalla torre di lancio a Ship 20

Nel frattempo la torre di lancio è in fase di completamento dopo che ha raggiunto l’altezza di 142 metri. Sono state installate anche le parti dedicate a supportare la base di Super Heavy con il supporto vero e proprio che ha un peso di 370 tonnellate (quello che si può vedere nella fotografia qui sotto e che era in fase di posizionamento negli scorsi giorni).

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Per quanto riguarda invece Ship 20 (il nome della navicella di Starship), SpaceX sta consegnando i motori RVac dedicati alla propulsione nel vuoto. Serviranno tre motori di questo tipo e tre motori convenzionali per il test orbitale, ma rispetto ai 29 motori di Super Heavy potrebbe sembrare “quasi” più semplice. Grazie all’incremento della produzione dei motori Raptor però, non sarà un problema nel breve periodo (siamo a quota 100 unità costruite).

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Le piastrelle per l’isolamento termico sono in fase di assemblaggio (fonte)

Altra particolarità di Ship 20 rispetto alle altre navicelle è che buona parte sarà ricoperta dalle piastrelle per l’isolamento termico (tiles) che serviranno a proteggere il metallo dal rientro atmosferico durante il test. In precedenza erano state utilizzate coperture limitate e solamente di prova (del resto a 10 km non erano fondamentali). Quanto ci vorrà prima che tutto il progetto venga completato e sia certificato per il trasporto umano? Probabilmente almeno un anno, salvo imprevisti.






Articolo da hwupgrade.it

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